Questo è un racconto di viaggio già pubblicato sul mio primo sito, ripreso qui con le mie foto e una nuova impaginazione. In gruppo si condividono panorami, risate e anche i piccoli contrattempi: spesso sono proprio quelli a diventare le storie che ci raccontiamo al ritorno.

La partenza e la valigia dimenticata

Il nostro viaggio è cominciato con una piccola tensione: mia figlia aveva lasciato la valigia a casa. Per un momento ci siamo chiesti se recuperarla o comprare il necessario una volta arrivati. Mio marito è tornato indietro nel traffico milanese e ha raggiunto l’aeroporto in tempo. Da lì siamo finalmente partiti, con una storia in più da ricordare.

San Francisco, tra cinema e baie

Abbiamo iniziato da San Francisco: Alcatraz, il Pier 39, Chinatown, il Golden Gate Bridge e le curve di Lombard Street. C’è stato anche spazio per la casa di Mrs. Doubtfire, tappa irrinunciabile per chi ama il cinema. Il vento sul ponte e la vista sull’oceano sono rimasti impressi più di qualsiasi elenco di attrazioni.

Nel percorso abbiamo inserito anche la Silicon Valley e la Winchester Mystery House, a San Jose. Poi il cambio di scala: al Sequoia National Park camminare tra alberi enormi ha rimesso tutto in prospettiva.

Gli imprevisti passano. Il tempo vissuto insieme rimane.

Las Vegas, senza chiedere il permesso di piacermi

Siamo arrivati al Luxor in piena notte, ma la città sembrava non voler dormire. Las Vegas divide le opinioni; a me piace proprio la sua energia esagerata. Abbiamo curiosato tra hotel e negozi lungo la Strip, visto le fontane del Bellagio e guardato la città illuminata dall’alto. Una sera l’abbiamo osservata anche da un elicottero: un ricordo difficile da dimenticare.

Tra un buffet, una visita agli outlet e una passeggiata a Fremont Street, abbiamo imparato a lasciare spazio anche a ciò che non avevamo programmato.

Il Grand Canyon e poi Los Angeles

Al Grand Canyon i colori della roccia cambiano con la luce e la vastità chiede silenzio. È una tappa che invita a fermarsi, senza cercare la foto perfetta a ogni costo. Los Angeles ci ha riportato all’energia urbana: Hollywood, Venice Beach, Santa Monica, Beverly Hills, Malibu e la vista dal Griffith Observatory. Io ho un debole per Venice Beach, con i suoi colori e i suoi contrasti.

La cosa che porterei in un nuovo itinerario

Negli Stati Uniti le distanze contano quanto le tappe. Questo viaggio mi ha ricordato che anche in un percorso ricco serve tempo per mangiare, fermarsi e vivere le giornate con le persone con cui si parte. È la prima cosa che considero quando oggi progetto un itinerario su misura nell’Ovest.